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28 septembre caffè/controsenso...non provare a cercare un senso perchè qui da me non si trova - sono saturo di motivazioni riflessioni - caffé ecco caffé riempimi di quello - perché vivono in italia e scrivono in inglese? colpevole l’ho fatto anch’io ma senza senso - chi ha deciso l’ora di pranzo l’ora di cena io non ho fame e perché mi volevi fare credere che il tempo stava dentro anni mesi settimane giorni ore minuti secondi? il tempo è fuggito anche dalle immagini - perché madonna non invecchia? - io credo in me - perchè benedetto XVI continua a credere che sia carnevale? - io credo in me - perché così parlò zarathustra? poi se trovo l’equilibrio è perché sono già caduto e non mi fa più male - nel mio amore - se decido di vivere è perché sono già morto e non avevo capito - perché avevi aspettative? io volevo solo caffè ecco caffè - non mi fido di te hai dimenticato che poi finisce tutto ed io ho dimenticato perchè i bambini piangono - per arte - perché se voglio il pandoro devo aspettare natale? perchè non si può fare niente se non ha senso? - per arte - E chi ha deciso che chi nasce tondo non può morire quadrato? dammi un caffè e poi ti spiego che il nero sta bene con tutto e che domani è un altro giorno ma non c’entra il tempo - per arte si muore - guardo mtv per inerzia e vivo per un motivo simile - perché gli altri sono sempre più felici di me? perché se sono felice pensano che sbaglio? credo che il rosa non sia un colore femminile e credo che in giro esistono gli alieni - voglio un caffé - caffé - perché non ha spiegazioni - non ha bisogno di senso non ha motivazioni e non me ne chiede... 8 juin il fatoSottostare alle severe decisioni del destino per essere felici…farsi trasportare dal vento come foglie senza vita… il fato accompagna chi accetta la sua volontà…trascina e travolge chi si oppone ad essa. E allora perché preoccuparsi, affannarsi, se il destino ha già deciso per noi…? Perché pensare e soffrire se tutto è stato compiuto e noi siamo solo attori che riproducono grettamente una commedia o una tragedia già vista…? Il fato non esiste o sono i progetti degli dèi a configurarsi in un’entità tanto pressante? Se la nostra coscienza morale prendesse il nome di “fato” tutto sarebbe meno spaventoso oppure ci facciamo paura da soli perché in realtà è la nostra mente a tracciare il nostro stesso destino…? …forse davvero siamo impotenti di fronte alla vita e viviamo solo spinti da consapevole imperfezione... nel bene e nel male tutto è nelle mani di qualcun altro...
"Fata ducunt volentem…trahunt nolentem" Seneca 8 janvier conquisto l'eternità...È difficile rinunciare a qualcosa…ma se il rinunciare ti rende immortale…? L’eternità esiste e fa paura…la fine, unica che potrebbe espiare tutto quello che siamo stati…non esiste. Non potrò dissolvermi. Non potrò entrare a far parte del nulla…ma potrò morire. Allora decido di essere immortale. Di rinunciare. E mi permetterà l’immortalità di volare?...Sarà limpida l’atmosfera dell’eternità…o torbida e tossica come quella di quaggiù…? Lo sai che ho visto il cielo ed ho pensato “la fine del mondo”? Lo sai che volevo staccare i piedi dal suolo, abbracciare il vento, baciare l’aria? Ma la terra mi chiama ancora. Dalla terra sono nato, della terra mi nutro e nella terra abbraccio Morfeo. Resterò qui per adesso…il cielo ancora non mi appartiene… 19 novembre ...e le ali...?Le ali…?...sono…la capacità di vivere e la resistenza alla vita…l’ostinazione nella ricerca del diverso… la paura di perdere la tua arte e il mezzo con il quale raggiungi l’arte…il pensiero… la convinzione di essere immortale…la voglia di prevalere ma il desiderio di svanire… la fiducia che riponi nel vento…al quale affidi ogni atomo del tuo corpo con la promessa che nessuno mai potrà ricomporre chi eri… Le ali…?...Odiare il tempo e credere che esiste un luogo immune da esso… la voglia di fuggire, di partire e andare lontano…il peso di tanti…troppi sogni… l’illusione che domani ti sveglierai e sarai diverso da oggi… ritenere il presente fase crepuscolare tra passato e futuro…voglia di trattenerlo e di dimenticarlo… Le ali…?...Prolungamento, nell’aria, dell’anima…unica possibilità di alzare i piedi dalla realtà, ma eterna maledizione di un uomo ormai troppo legato ad essa…Le ali…?...Quelle che non hanno tagliato via ad un angelo prima di scaraventarlo giù dal cielo…quelle che provocano più dolore piuttosto che se fossero state mozzate. 16 novembre noi...Esseri volubili, incostanti, inconsistenti… figure beffarde, bizzarre, mutevoli nella forma, nel colore… uomini odiosi, insensibili, impazienti… menti ossessive, nascoste, offuscate, malate… amori labili, noiosi, morbosi… vagabondi stanchi, delusi del proprio viaggio… acque torbide, asciutte, che scorrono e non tornano più… parole insensate, forzate, gelate, che tagliano l’anima… noi…angeli orgogliosi della nostra natura ma coscienti di non sapere più volare...
2 novembre ...questa realtà...?
La vita è forse un mondo parallelo…un sogno che ci viene permesso di fare e durante il quale non ricordiamo chi siamo e da dove realmente veniamo?...che siamo forse esseri immortali e dalla consistenza evanescente al di sopra del tempo e dello spazio e che cerchiamo di sperimentare nuove realtà…nuove verità…? Scegliamo di passare un po’ di tempo lì dove il tempo esiste, ci controlla e ci uccide un po’ per volta… Approdiamo in questa “realtà”…spaesati e confusi ci guardiamo intorno…non riusciamo ad affrontare le situazioni che questa nuova dimensione via via ci propone…è tutto un continuo apprendere. Ed è forse la reminescenza di ciò che siamo veramente fuori dal sonno e dal sogno a darci quella forza inconscia per rimanere nella sfera del tempo e dello spazio…della “vita”. Nave inconsueta del nostro viaggio, il sogno, non è uno di quelle fantasticherie notturne alle quali siamo abituati, frutto della nostra incapacità di gestire il corpo e la materia…credo che sia invece un processo istantaneo ma eterno attraverso il quale la nostra impalpabile essenza cristallizza e viene catapultata nel mondo dell’essere… Il non ricordare è frutto di una prova…chi siamo davvero nell’eterno e nell’infinito…?
12 septembre Il mio "elogio alla follia"Se penso alle seghe mentali che uno si fa per affrontare gli altri e la società in generale,mamma mia, vorrei essere pazzo. In fondo proprio i cosiddetti “pazzi” sono quelli a cui non si richiede mai niente e dai quali non ci si aspetta nulla… “la pazzia è solo un altro modo per interpretare la realtà”…niente da giudicare, ma molto da ammirare…nei folli. Penso comunque che una possibilità di sfuggire a tutto questo “mondo” l’abbiamo avuta tutti – “Si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano.”- ma mi sa che, ignaro di quello che mi aspettava, ho sprecato gran parte delle mie forze per raccogliere più razionalità possibile…e adesso ho forze a sufficienza appena per uscire vivo dal “vivere”… Adesso parla lei… “Osservate con quanta previdenza la natura, madre ed artefice del genere umano, ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza la vecchiaia neppure ci sarebbe…Così per mio dono, il vecchio delira…finalmente libero dagli affanni che legano il saggio. Questi mortali, quanto più invecchiano tanto più somigliano ai bambini finché , come bambini, senza il tedio della vita, senza il senso della morte, abbandonano la vita.”…. Quale momento della vita non sarebbe triste, difficile, insipido, senza un pizzico di follia? Di momenti belli però tutti ne hanno, compreso me, quindi… “ Diciamola ad un tratto: poco o molto tutti abbiam del matto.” |
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